- 23 Dicembre 2020
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Il Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 2020, giunto quest’anno alla sua ventiduesima edizione, fornisce i dati su produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, relativi all’anno 2019 in Italia. I rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2019 sono circa 30 milioni di tonnellate, in calo rispetto al 2018 dello 0,3% (-80 mila tonnellate).
In particolare, l’indagine ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha rilevato un incremento nella produzione dei rifiuti urbani solo nel nord Italia, con quasi 14,4 milioni di tonnellate, in aumento dello 0,5% rispetto al 2018, mentre è in calo al Centro (-0,2%), con circa 6,6 milioni di tonnellate, e al Sud (-1,5%) con 9,1 milioni di tonnellate.
Ogni cittadino, in un anno, ha prodotto circa 500 chilogrammi di rifiuti. I valori più alti di produzione pro capite sono stati registrati al Centro, con 548 chilogrammi per abitante; al Nord la produzione media è di circa a 518 chilogrammi per abitante, (+2 kg per abitante rispetto al 2018) mentre al Sud è di 445 kg per abitante, (- 4 kg).
In cima alla classifica, per quantità di rifiuti prodotta, troviamo l’Emilia Romagna, con 663 chilogrammi per abitante per anno, in crescita dello 0,3% rispetto al 2018. Le altre regioni con un pro capite superiore a quello medio nazionale sono Toscana, Valle d’Aosta, Liguria, Marche, Umbria, Lazio e Trentino Alto Adige.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, nel 2019 l’ISPRA ha rilevato un aumento di +3,1 punti rispetto al 2018, raggiungendo il 61,3% della produzione nazionale. Dal 2008 ad oggi la percentuale risulta raddoppiata: la raccolta passa, infatti, da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate.
Il Sud supera per la prima volta il 50% di raccolta differenziata confermando il trend di crescita degli ultimi anni, con un aumento della percentuale di 4,5 punti. I maggiori incrementi sono stati registrati in Molise (+12 punti) e Sicilia (+9 punti), seguita dalla Sardegna (+6,3), dalla Puglia (+5,2) e dall’Abruzzo (+ 3,1).
Mentre superano l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, fissato al 2012 dalla normativa, ben 8 regioni: Veneto (74,7%), Sardegna (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Lombardia (72%), Emilia Romagna (70,6%), Marche (70,3%), Friuli Venezia Giulia (67,2%) e Umbria (66,1%).
Inoltre, secondo quanto emerso dal Rapporto, nel 2019 il 50% dei rifiuti prodotti e raccolti in maniera differenziata viene inviato ad impianti di recupero di materia. Il riciclaggio totale, comprensivo delle frazioni in uscita dagli impianti di trattamento meccanico e meccanico biologico, si attesta al 53,3% e riguarda le frazioni: organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.
“Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”





