- 10 Maggio 2021
- daMDC Umbria
- In Covid
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Didattica a distanza, sospensione di tutte le attività, la pandemia ha avuto un impatto significativo anche sulla vita e sulla quotidianità dei più piccoli.
Secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, oltre 6 genitori italiani su 10, pari a quasi 16,5 milioni di individui, hanno dichiarato di aver sviluppato nuove paure legate ai figli.
Secondo l’indagine, tra coloro che hanno ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo il Covid-19, più di 1 rispondente su 3 – pari a oltre 8,5 milioni di individui – ha dichiarato di temere che l’anno appena trascorso possa avere avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio, per via del lockdown.
Inoltre più di 1 genitore su 4 (26,8%) – circa 6,7 milioni di persone – ha ammesso di essere preoccupato che la didattica a distanza possa avere creato lacune nella preparazione scolastica dei figli; mentre 6,5 milioni, 26,3%, sono coloro che hanno manifestato la paura che i ragazzi usino i mezzi pubblici, considerati come potenziale veicolo di contagio.
Secondo l’indagine di Facile.it, sono più di 4 milioni e mezzo (18,1%) coloro che hanno dichiarato di essere preoccupati che i figli possano incontrare gli amici. Tanti anche coloro (circa 3,5 milioni) che hanno ammesso di aver paura di far rientrare i figli a scuola.
«Questa pandemia ha scatenato paure e incertezze che hanno investito la nostra quotidianità – spiega la Psicologa Raffaela Messina. – Preoccupante per i genitori è l’impatto che la chiusura della scuola e la didattica online ha sui bambini di ogni età. La distanza dagli amici, la mancanza di intesa tra i banchi e della parola scambiata con il compagno, hanno reso l’apprendimento una costrizione sterile. Irritabilità, disattenzione e ritiro sociale ne sono il risultato; comportamenti con i quali paure e risorse dei genitori oggi ancor di più devono confrontarsi».
Dall’analisi a livello territoriale emerge che nel Nord Italia rimane alto il dato relativo ai possibili risvolti negativi del lockdown dal punto di vista psicologico tanto che, quasi 1 rispondente su 3 (32,3%), ha ammesso apertamente di avere questa paura.
La preoccupazione di far rientrare i figli a scuola, invece, è condivisa dal 7,2% degli abitanti; quella che i ragazzi escano di casa dal 5,8%.
Spostandoci al Centro Italia, dall’indagine è emerso come gli abitanti di quest’area risultino essere i più preoccupati dalle possibili conseguenze negative della didattica a distanza sul percorso formativo degli alunni, con una percentuale del 28,3%.
Nel Sud Italia la percentuale di genitori che ha ammesso di aver manifestato nuove paure per i figli a causa della pandemia è pari al 65,8%, al Sud e nelle Isole il valore raggiunge il 74,9%.
Si dichiarano, inoltre, preoccupati che i diversi lockdown possano aver avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio. Alta anche la paura di far rientrare i figli a scuola, pari al 22,6%, e di far prendere i mezzi pubblici ai figli (34,2%).
Contenuto condiviso nell’ambito del Progetto Covid-19. “Realizzato/acquistato/condiviso nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2020”





