Covid, nuove misure: stato di emergenza fino al 30 aprile

Covid, nuove misure: stato di emergenza fino al 30 aprile

Lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 30 aprile: è quanto previsto dalle nuove misure anti-Covid. Nel provvedimento anche lo stop allo spostamento fra Regioni, la possibilità di visitare parenti e amici solo per due persone (più i minori) sulla scia delle disposizioni varate a Natale.

Arriverà anche un’area bianca per le regioni a rischio basso – per ora nessuna rientra nei parametri – che si affiancherà alla ripartizione gialla, arancione e rossa.

Verso il nuovo Dpcm

Le misure previste nel nuovo Dpcm sono state illustrate ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il nuovo provvedimento sostituirà quello del 3 dicembre, in scadenza il 15 gennaio. Le nuove misure anti-Covid confermano le misure di contenimento vigenti e la suddivisione del territorio nazionale in fasce di rischio differenziate.

Prevedono dunque l’introduzione di un’area bianca in cui potranno rientrare solo le Regioni e Province Autonome con bassa incidenza del virus, vale a dire con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1.

Viene confermato il divieto di spostamento fra regioni, anche quelle in area gialla.

Si sta studiando la riapertura dei musei nelle regioni in giallo e la limitazione dell’asporto per i bar a partire dalle ore 18. Viene confermata l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi, come già avvenuto durante le vacanze di Natale. E viene disposto l’ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto.

Palazzo Chigi: proroga dello stato di emergenza, misure anti-Covid nazionali

Il Consiglio dei Ministri di ieri sera ha deliberato la proroga, fino al 30 aprile 2021, dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità. E ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19. Viene prorogato al 30 aprile il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure di prevenzione del contagio.

Divieto di spostamento fra Regioni

«Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione».

Nuove misure anti-Covid

Le nuove misure anti-Covid, spiega Palazzo Chigi, si applicano sull’intero territorio nazionale dal 16 gennaio al 5 marzo 2021.

«È consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti».

Se la mobilità è limitata al territorio comunale, sono permessi comunque gli spostamenti dai piccoli comuni (con popolazione non superiore a 5 mila abitanti) e per una distanza non superiore a 30 km dai confini, a esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Nell’area bianca si potranno collocare le regioni che presentano «uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti».

 

Contenuto condiviso nell’ambito del Progetto Covid-19. “Realizzato/acquistato/condiviso nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2020”

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