Covid, shock sulla demografia: minimo storico di nascite e record di decessi

Covid, shock sulla demografia: minimo storico di nascite e record di decessi

Nel 2020 c’è stato il minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia e la mortalità più alta del secondo dopoguerra. Nell’anno della pandemia sono nati 404 mila bambini con un nuovo calo del 3,8%. La crisi della pandemia ha avuto un forte impatto sulla demografia italiana per l’accresciuta mortalità, il calo delle nascite, il rallentamento delle migrazioni, che hanno accentuato il declino della popolazione – una tendenza che va avanti da tempo.

Nel 2020 crollano nascite e matrimoni: c’è un calo del 47,5% delle nozze celebrate, meno 3,8% le nascite rispetto al 2019.

È l’impatto della pandemia sulla demografia italiana rilevato dall’Istat nel suo Rapporto annuale di luglio 2021.

«Il quadro demografico nel 2020 è contraddistinto dal nuovo minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia e da un massimo di decessi dal secondo dopoguerra – evidenzia l’Istat – Tra i fattori determinanti dell’andamento della popolazione -anche per i riflessi sui progetti di vita individuali – vi è il calo eccezionale dei matrimoni. I primi dati relativi al 2021 rafforzano la convinzione che la crisi abbia amplificato gli effetti del malessere demografico strutturale che da decenni spinge sempre più i giovani a ritardare le tappe della transizione verso la vita adulta, a causa delle difficoltà che incontrano nella realizzazione dei loro progetti».

 

Record di mortalità

Nel 2020 è stato registrato numero più alto di decessi dal secondo dopoguerra: 746.146, oltre 100 mila in più rispetto alla media del quinquennio precedente. L’incremento più consistente c’è stato tra persone con oltre 80 anni.

L’aumento del rischio di mortalità ha ridotto l’aspettativa di vita alla nascita di 1,2 anni su base nazionale, segnando un ritorno ai livelli del 2012. L’età medio degli uomini è scesa sotto gli 80 anni, quella delle donne sotto gli 85 anni.

Nel 2021 la mortalità si è progressivamente ridotte e l’attuale tendenza è quella di un ritorno entro i livelli dell’epoca pre-pandemica.

«La pandemia ha avuto un effetto drammatico sulla mortalità, non solo per i decessi causati direttamente, ma anche per quelli dovuti all’acuirsi delle condizioni di fragilità della popolazione, soprattutto anziana – prosegue l’Istat – Nei primi due mesi della crisi sanitaria sono aumentati i decessi legati a patologie per le quali la tempestività e la regolarità delle cure è spesso decisiva. I ritardi e le rinunce a prestazioni sanitarie – finalizzate alla cura di patologie in fase acuta o ad attività di prevenzione – avranno delle conseguenze sulla salute della popolazione. I dati più recenti sull’attività di assistenza sanitaria territoriale, visite specialistiche e accertamenti diagnostici misurano una diminuzione generale delle prestazioni, anche di quelle indifferibili».

Per quanto riguarda lo stato di salute dei cittadini, lo shock organizzativo del sistema sanitario ha portato al calo del ricorso a prestazioni medico-ospedaliere. Le prestazioni indifferibili si sono ridotte del 7% contro una diminuzione del 24% di tutte le prestazioni. Ma l’aumento dei rischi sulla salute dei cittadini legato a questo aspetto è oggi “difficilmente quantificabile”, ha detto il presidente dell’Istat.

Matrimoni quasi dimezzati, minimo storico di nascite

La conseguenza della pandemia sulla demografia fa sì che la crisi indotta dall’emergenza sanitaria abbia accentuato trasformazioni strutturali già in atto nel paese. Nel 2020 i matrimoni si sono dimezzati, con una perdita di 87 mila nozze. La natalità conta un calo del 3,8% con 404 mila nuovi nati nel 2020.

«I 404.104 nati conteggiati nel bilancio dell’anno segnalano nuovo calo del 3,8%, che solo in parte sconta diminuzione registrata a novembre e dicembre e raggiunge dimensione di quasi il 30% nel confronto con 2008».

Questi numeri confermano e accentuano insomma la tendenza regressiva in atto dal 2008. Anche i primi dati del 2021 mostrano un posticipo nei piani di genitorialità.

Attenzione poi, perché i nati da genitori stranieri sono diminuiti ancor più rispetto ai nati da italiani. Il calo delle nascite, l’eccesso di mortalità e la flessione delle migrazioni hanno insomma accentuato il declino della popolazione.

 

Contenuto condiviso nell’ambito del Progetto Covid-19. “Realizzato/acquistato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria co l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2020”

© Copyright 2022 - Movimendo Difesa del Cittadino - Sviluppato da OGS Informatica
Open chat
Hai bisogno di aiuto?
MDC Umbria
Ciao, come possiamo aiutarti?