Economia circolare e ripresa post-Covid

Economia circolare e ripresa post-Covid

L’economia circolare può diventare la leva per la ripresa economica post pandemia.

La Piattaforma italiana per l’economia circolare (ICESP), coordinata da Enea, ha presentato il documento Le priorità ICESP per la ripresa post COVID-19 che presenta «un piano di nove priorità per fare dell’economia circolare la leva strategica per la ripresa post pandemia».

ICESP è nata nel maggio 2018 come piattaforma italiana dell’iniziativa europea ECESP (European Circular Economy Stakeholder Platform), è stata promossa da ENEA e da altri attori nazionali per promuovere l’economia circolare in Italia.

Economia circolare, il quadro

L’economia circolare, evidenzia il Piano presentato da ICESP, «rappresenta uno dei fattori di più profonda trasformazione per l’economia e la società».

Non è argomento solo ambientale né un fenomeno che la singola impresa può affrontare da sola.

«Siamo di fronte alla necessità di una nuova politica e cultura industriale, una strategia di sistema, potenzialmente in grado – a regime – di aumentare la competitività e ridurre la dipendenza delle economie di trasformazione dalle materie prime da importare, generando benefici macro-economici sulle bilance commerciali e benefici diretti per le imprese».

Le priorità per la ripresa

I nove ambiti prioritari identificati dal Piano, che vede come primi destinatari i Ministeri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dello Sviluppo Economico, sono:  governance; formazione e cultura; infrastrutture; strumenti economici; strumenti normativi; strumenti di misurazione; eco-progettazione e consumo circolare; mercato dei sottoprodotti e riciclati; pianificazione integrata e gestione urbana-territoriale.

«L’Italia deve dotarsi di una strategia nazionale per l’economia circolare e di un piano di azione con chiari target e step di realizzazione e di un istituto di coordinamento dell’economia circolare, sfruttando competenze e strutture esistenti, con principale ruolo di supporto a PA centrale e locale, alle imprese e ai cittadini», sottolinea Roberto Morabito, direttore del dipartimento ENEA di Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali e presidente ICESP.

Economia circolare e ruolo dei consumatori

Nel passaggio al modello circolare è importante il ruolo dei consumatori e il loro coinvolgimento. Fra i fattori strategici della ripresa post- pandemia emerge infatti la necessità di orientare i sistemi di produzione e consumo verso nuovi modelli circolari che coinvolgano attivamente anche i consumatori, potenziando il diritto di accesso a informazioni e servizi trasparenti anche attraverso la digitalizzazione e l’Internet of Things.

«Sarà fondamentale avviare un vero e proprio cambiamento culturale, intervenendo in modo trasversale a livello di educazione primaria, secondaria, accademica e aziendale allo scopo di creare nuove figure professionali, sia nel pubblico che nel privato», aggiunge Morabito.

Il passaggio dall’economia lineare a quella circolare significa cambiare metodi di produzione e consumo e modo di consumare.

Le azioni per l’economia circolare

Fra le priorità che riguardano le azioni necessarie per l’economia circolare, individuate dal Piano, ci sono l’ecoprogettazione e i modelli di consumo circolare.

Il passaggio all’economia circolare, si legge infatti nel documento, «si deve basare su modelli di produzione che integrino le strategie di eco-progettazione di prodotti/materiali/processi per una nuova generazione di prodotti circolari (durevoli, riparabili, aggiornabili, riutilizzabili, riciclabili e con contenuto di riciclato, garantendone prestazioni e sicurezza). Al contempo è necessario rafforzare anche l’adozione di modelli di consumo circolari orientati a principi della condivisione e dell’accesso ai beni rafforzando il ruolo attivo dei consumatori nell’intera catena del valore (accesso alle informazioni, maggiori responsabilità e diritto alla riparazione)».

Bisogna inoltre rendere i rifiuti una risorsa disponibile per il mercato e per il settore della trasformazione. Si parla dunque di mercato dei sottoprodotti, dei riciclati e dei recuperati. «Per un Paese povero di risorse, utilizzare materiale riciclato generato internamente permette una minor dipendenza dalle importazioni ed una ottimizzazione dei costi/benefici».

 

Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”.

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