Economia di seconda mano, come unire risparmio e sostenibilità

Economia di seconda mano, come unire risparmio e sostenibilità

Economia di seconda mano, mercato dell’usato, second hand economy. Sono varianti per indicare la compravendita dell’usato, un esempio di come gli oggetti possano essere recuperati e avviati a nuova vita immettendoli di nuovo sul mercato.

Risparmio e sostenibilità

L’economia di seconda mano fa leva dunque su due grandi fattori: risparmio e sostenibilità.

La motivazione di risparmiare (di guadagnare, per chi vende) sicuramente è un elemento che traina la second hand economy ma nel tempo ha acquistato un valore importante la sostenibilità, dunque l’adozione di comportamenti virtuosi nei consumi. E non è forse virtuoso vendere quello che non si usa più e comprare un oggetto di seconda mano per risparmiare e fare una scelta sostenibile?

L’economia di seconda mano nel 2019 valeva in Italia un mercato di 24 miliardi di euro. Negli ultimi cinque anni è aumentata del 33% perché trainata soprattutto dalle vendite online (dati BVA Doxa, giugno 2020).

Economia di seconda mano, boom di compravendite

L’economia di seconda mano al tempo del Covid segna poi un boom di compravendite. Con il lockdown di primavera molti italiani hanno colto l’occasione per riorganizzare la propria vita e rivedere le proprie priorità, a partire dagli spazi in casa, vissuti quanto mai prima. E’ stata anche un’occasione per mettere da parte gli oggetti che non servivano più e cercarne di più adatti, con l’usato come opportunità concreta di risparmio, ma anche di guadagno, per 7 italiani su 10. È quanto afferma l’indagine La Second Hand ai tempi di Covid-19, fatta a novembre 2020 da BVA Doxa per la piattaforma Subito.

Il 67% degli italiani ha acquistato o venduto almeno un oggetto usato da marzo ad oggi, un dato in forte aumento rispetto al 49% del 2019.

I fattori che trainano il mercato dell’usato mettono insieme risparmio e nuove abitudini. Per il 39% degli italiani l’economia di seconda mano era già un’abitudine, il 28% segnala di essersi rivolto all’usato per risparmiare in un momento di grande di incertezza economica, percentuale che sale al 33% guardando chi ha acquistato.

Il 67% di chi ha fatto second hand economy in questi mesi dichiara che diventerà un’abitudine anche in futuro, mentre per il 29% sarà un supporto economico finché continuerà questa situazione di emergenza. Solo il 4% dichiara che non la utilizzerà più. Naturalmente in questi mesi il mercato dell’usato si è svolto quasi esclusivamente online, anche per la digitalizzazione accelerata della pandemia.

«La modifica delle abitudini quotidiane e il contesto di emergenza degli ultimi mesi – evidenzia l’indagine – hanno infatti fatto crescere la motivazione economica: il 47% delle persone è ricorso al second hand per risparmiare o guadagnare dalla vendita.  Tra le ragioni si ritrovano poi anche il contributo all’abbattimento degli sprechi attraverso il riutilizzo degli oggetti (34%), la riduzione del proprio impatto ambientale (19%) ma anche, a pari merito, la convenienza e una revisione delle priorità, con una nuova consapevolezza di cosa serve e di cosa invece si può fare a meno (15%)».

Cosa hanno comprato e venduto gli italiani?

Fra gli articoli di seconda mano più comprati in questi mesi spiccano libri e riviste (31%), arredamento e casalinghi (28%), articoli informatici (27%) come PC, tablet e portatili, telefonia (18%) ed elettrodomestici (17%).

Per quanto riguarda le vendite, invece, fra le categorie di articoli più venduti si trovano abbigliamento e accessori (28%), arredamento e casalinghi (25%), libri e riviste (22%), informatica (20%) ed elettrodomestici (17%).

 

Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”.

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