La contraffazione non si ferma durante la pandemia. Timori per falsi vaccini

La contraffazione non si ferma durante la pandemia. Timori per falsi vaccini

Cosmetici, abbigliamento e in particolare scarpe e pelletteria; medicine e in particolare viagra e prodotti per le performance sessuali; vini di pregio, giocattoli, ma anche fuochi d’artificio e impianti di illuminazione natalizi; infine mascherine e presunti prodotti anti-covid. Ecco il panorama complesso e ricco dell’Internazionale del Falso che aggredisce sempre più l’economia legale.

Con l’Italia in prima fila per i danni subiti e anche per la fabbricazione dei falsi.

Contraffazione, Euipo: battaglia lunga e difficile

L’Euipo, l’Agenzia europea per la proprietà intellettuale, nel Rapporto 2020 stima in 19 miliardi di euro le vendite non realizzate nella Ue nel corso dell’ultimo anno a causa di falsi e imitazioni. Un’attività illecita che sulla sola Italia pesa per oltre 2,2 miliardi.

Particolarmente colpito il settore cosmetico e della cura personale: in Europa il 14,1% delle vendite di prodotti di bellezza pari a 9,6 miliardi di euro non viene realizzato a causa dei falsi immessi in commercio.

Particolarmente preoccupante è il crescente peso dei farmaci contraffatti venduti on line, sia per gli aspetti economici ma soprattutto per gli effetti sulla salute delle persone. L’industria farmaceutica europea ha subito un danno di 6 miliardi con un impatto sul nostro Paese di 873 milioni.

Rilevante anche il comparto vini e liquori con prodotti copiati per 2,3 miliardi di cui 302 milioni in Italia e giocattoli con miliardo di cui circa il 12% da noi.

“La battaglia contro il falso è lunga e difficile – spiega Andrea di Carlo, vice direttore dell’Euipo – l’industria della contraffazione si muove con logiche di mercato puntando a settori in crescita e ad alto margine”.

I centri di produzione sono quasi tutti concentrati in Cina anche se contano su basi logistiche in Europa. “I contraffattori – continua di Carlo – sono contigui al mondo della frode internazionale, del lavaggio di denaro sporco, dei documenti falsi e i ricavi ottenuti illecitamente sono indirizzati verso altre attività illegali”.

E aggiunge: “Al di là del danno economico ci sono le conseguenze per la salute: basti pensare ai danni che può provocare solo una crema solare non efficace o un giocattolo con pezzi rimovibili o colorato con vernici pericolose. L’internazionale del crimine ha dimostrato di essere particolarmente efficiente anche nell’emergenza Covid, non solo con la produzione di mascherine ma addirittura di falsi test”.

Prodotti anti Covid occasione di business

L’Euipo oltre a collaborare con le polizie internazionali e con i produttori ufficiali sta lavorando anche con le grandi piattaforme di distribuzione online.

“Spesso i siti di vendita – spiega ancora il vice direttore dell’Agenzia – sono vittime inconsapevoli essi stessi ed è quindi necessario creare un collegamento con i titolari dei grandi brand per assicurarsi che al compratore finale non arrivino imitazioni”.

Come accennava il direttore dell’EUIPO, il fenomeno non si è arrestato con la pandemia da Covid-19, anzi ha trovato negli ausili sanitari anti Covid, anzitutto mascherine e prodotti per la sanificazione, ulteriori occasioni di business. E si teme molto la possibilità della messa in vendita di vaccini o altri farmaci anticovid.

Il team cyber-security di Yarix, società italiana che si occupa di sicurezza informatica, scandagliando una ventina tra i principali marketplace del lato «oscuro» della Rete, il cosiddetto “dark web”, ne ha trovati un paio già dotatisi addirittura di sezioni dedicate. Accanto ad armi, droghe, documenti contraffatti e farmaci con obbligo di prescrizione medica, cominciano a spuntare decine di inserzioni che offrono dosi a un prezzo solitamente compreso tra i 300 e i 600 dollari ciascuna.

L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), mette in guardia gli utenti: «E’ altamente sconsigliato cercare di procurarsi il vaccino per vie alternative o su Internet» in quanto «questi canali non danno nessuna garanzia sulla qualità del prodotto, che potrebbe essere, oltre che inefficace, pericoloso per la salute».

 

Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”.

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