La gestione dei rifiuti organici in Umbria

La gestione dei rifiuti organici in Umbria

La Regione Umbria rappresenta un caso emblematico in tema di economia circolare dei rifiuti organici. È quanto emerso dal Dossier “Comuni ricicloni 2020” di Legambiente.

Cos’è il Dossier “Comuni ricicloni”?

Comuni ricicloni” è il rapporto annuale, realizzato da Legambiente, che racconta le migliori performance dei Comuni nella gestione dei rifiuti. Ogni anno l’associazione ambientalista premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolta differenziata, riciclo, acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati dalla raccolta differenziata.

Gestione dei rifiuti organici, il caso dell’Umbria

Come spiegato dal Dossier, l’Umbria ha raggiunto l’obiettivo nazionale del 65% di raccolta differenziata RD (66,1% nel 2019) e sta migliorando significativamente quantità e qualità della frazione umida e verde. Inoltre, Perugia ha superato il 70% di RD e la qualità dell’organico ha subito un miglioramento, passando dal 12% al 4% di materiale non compostabile. Risultati frutto di un percorso realizzato su più fronti.

Il primo intervento – si legge sul Dossier – è stato fatto a livello normativo, attraverso la definizione degli indirizzi strategici. In Umbria questo passaggio è stato fatto in due step principali, il primo nel 2009, tramite il Piano Regionale Gestione Rifiuti e la legge regionale associata. Il secondo è dato da due delibere della Giunta Regionale sui nuovi obiettivi di raccolta differenziata (RD>72,3%) e sugli obiettivi di qualità della frazione organica per impianti e gestori di raccolte.

Legambiente segnala, inoltre, che tutti i territori della regione sono inquadrati sotto un’unica entità gestionale: l’Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI).

Gli impianti di compostaggio

L’altro fattore riguarda l’impiantistica. Attualmente in Umbria ci sono 4 impianti di compostaggio – si legge sul Dossier – dotati anche di biodigestore che, accanto al compost, producono biogas e, in un caso, biometano immesso in rete. Grazie al proprio sistema di impianti, in Umbria tutte le 127mila tonnellate di organico potrebbero essere trattate in Regione e il compost utilizzato nelle aziende del territorio.

Inoltre, grazie alle sollecitazioni di Legambiente Umbria, è stata attuata una raccolta dedicata di pannolini e pannoloni, che in alcune zone venivano conferiti con l’organico, e sono stati promossi i sacchetti compostabili certificati.

 

“Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”.

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