- 24 Dicembre 2020
- daMDC Umbria
- In Notizie
- 422
- 0

Cresce la richiesta di cibo sostenibile. Quasi sei italiani su dieci sono attenti soprattutto alla provenienza locale del cibo ma il 45% si preoccupa che questo arrivi da fonti etiche e sostenibili.
Il 33% degli italiani è anche d’accordo sull’idea di pagare di più per cibo sostenibile, e in questo si differenzia dal resto d’Europa. Per i consumatori italiani, insomma, il prezzo più che un ostacolo può essere una garanzia. E aumenta l’attenzione nei confronti della lotta allo spreco alimentare.
Morning Consult e IBM hanno condotto l’indagine “IBM Food Sustainability Study” negli Stati Uniti e in Europa analizzando l’importanza che i consumatori danno alla sostenibilità alimentare. L’indagine ha coinvolto circa 3500 persone e fra questi poco meno di mille italiani. Mostra quanto sia importante per i consumatori conoscere la provenienza del cibo che arriva in tavola. I consumatori sono inoltre diventati più responsabili e più esigenti nelle scelte d’acquisto.

Attitudine generale verso la responsabilità. IBM Food Sustainability Study 2020
«Nella valutazione degli acquisti, gli italiani – si legge nella ricerca – danno precedenza alla provenienza locale (58%) e ai cibi sani (45%) piuttosto che all’origine sostenibile o alla riduzione degli sprechi. In particolare, sono le generazioni più anziane a dare peso alla provenienza del cibo, mentre i giovani danno più importanza ai benefici per la salute. La pandemia di Covid-19, tuttavia, ha apportato cambiamenti anche nell’educazione alimentare degli italiani: circa la metà degli intervistati ora è più propensa a preoccuparsi della sostenibilità del cibo che acquista, con la GenZ in testa per l’attenzione a questi aspetti (55%)».
I prezzi alti sono ancora il principale ostacolo verso il cibo più sostenibile, almeno per il 42% degli europei. Per gli italiani però è la scarsità di informazioni relative alla provenienza del cibo a rappresentare la principale problematica al momento dell’acquisto (35%).
E così 3 italiani su 4 sono disposti a pagare anche il 5-10% in più del prezzo allo scaffale per poter disporre di cibi di origine sostenibile.

Preoccupazione per lo spreco di cibo. IBM Food Sustainability Study 2020
È un problema etico, sociale, economico. La lotta allo spreco alimentare è la prima chiave della sostenibilità e di un’economia responsabile. E la consapevolezza verso questo tema è sempre più diffusa fra i consumatori.
Il 75% degli italiani ha espresso preoccupazione per lo spreco alimentare: sono soprattutto le donne (78%) e i Millennial (80%) le categorie più attente agli sprechi. Il 92% degli intervistati si dice più disponibile a comprare gli alimenti presso supermercati che hanno progetti e iniziative riguardanti lo spreco alimentare.
“Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”.





