Spreco di cibo, consigli per evitarlo

Spreco di cibo, consigli per evitarlo

Tre semplici consigli per ridurre lo spreco di cibo: chiedere porzioni più contenute, comprare anche frutta e verdura “brutte” e impostare il frigorifero alla giusta temperatura. Sono solo tre indicazioni per gestire correttamente il cibo ma possono fare la differenza.

Tanto è vero che i tre consigli sono stati lanciati dalla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) durante la prima giornata internazionale della consapevolezza sullo spreco alimentare che si è celebrata in piena pandemia da Covid-19, alla fine di settembre.

Spreco alimentare e pandemia

La pandemia, con la crisi sanitaria e sociale che ne deriva, ha portato anche a una maggiore consapevolezza sulla necessità di trasformare e riequilibrare il modo in cui il cibo viene prodotto e consumato.

A livello globale, dice la Fao, circa il 14% del cibo prodotto si perde fra la raccolta e la vendita al dettaglio e quantità significative di alimenti vengono sprecati anche a livello di consumo.

«Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari è essenziale in un mondo in cui il numero di persone colpite dalla fame è aumentato lentamente dal 2014 e tonnellate e tonnellate di cibo commestibile vengono perse o sprecate ogni giorno».

Lo spreco di cibo genera inoltre una inutile pressione sull’ambiente e stressa le risorse naturali disponibili, portandole a esaurimento e alimentando gas a effetto serra.

Gli italiani e lo spreco di cibo

Ma come si comportano gli italiani alle prese col cibo e con la necessità di evitarne lo spreco? Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg è in calo di circa il 25% lo spreco alimentare nelle case degli italiani, che nel 2020 gettano nella spazzatura l’equivalente di 4,9 euro a settimana di cibo, contro i 6,6 euro settimanali stimati nel 2019.

La prevenzione dello spreco è fondamentale. E un dato incoraggiante arriva dal fatto che sta aumentando la sensibilità e la consapevolezza dei consumatori rispetto al legame fra alimentazione, salute e rispetto dell’ambiente.

Quasi sette italiani su dieci (il 66%) ritengono ci sia un collegamento fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo. E al momento di acquistare il cibo un italiano su tre (36%) focalizza l’attenzione sugli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute, così come sugli elementi di sicurezza alimentare.

I consumatori possono fare affidamento su tre fattori che aiutano a contenere anche lo spreco di cibo: le etichette, i prodotti di stagione e il bio. Nel loro atteggiamento emerge attenzione verso questi aspetti. Il 64% dichiara di consultare le etichette come garanzia di sicurezza per i prodotti, mentre un italiano su due (51%) basa le proprie scelte alimentari sulla stagionalità dei prodotti. Inoltre un italiano su cinque (19%) si affida ai prodotti bio.

Cosa possono fare i consumatori per limitare lo spreco di cibo?

Pianificare le porzioni ed evitare eccessi. Usare gli avanzi in cucina. Conservare il cibo in modo appropriato anche in frigorifero, mettendo i prodotti in scadenza nella parte anteriore e più visibile. Sono piccoli accorgimenti che possono fare la differenza, uniti alla necessità di pianificare con attenzione le spese. Fare la lista della spesa ed evitare di comprare in eccesso sono le prime indicazioni per contenere lo spreco di cibo.

Attività realizzata/bene acquistato dall’Associazione MDC-Perugia con il contributo della Regione Umbria “Programma annuale 2020 per la tutela dei consumatori e degli utenti” comma 2, art. 6, l.r. 17/2014”.

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