Zona bianca, l’Italia verso la ripartenza

Zona bianca, l’Italia verso la ripartenza

Già da oggi saranno zona bianca Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise. Nelle tre regioni non ci sarà il coprifuoco. E potranno riaprire tutte le attività con ripartenza prevista fra il 1 giugno e il 1 luglio, quindi ristoranti e bar al chiuso, parchi tematici, centri termali, sale giochi, circoli ricreativi e sociali. Rimangono per ora sospese le attività delle discoteche.

Mentre per le cerimonie e le feste conseguenti a riti civili e religiosi Ministero della Salute e Conferenza della Regioni hanno fatto sapere che resta fermo, come da decreto, l’obbligo delle certificazioni verdi anche in zona bianca.

Se il calo nella diffusione del virus continuasse con l’andamento registrato dagli ultimi monitoraggi, l’Italia potrebbe diventare tutta zona bianca il 21 giugno.

Zona bianca, si riparte

Nella zona bianca i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari.

Gli spostamenti in zona bianca

A chi si trova in zona bianca sono consentiti i seguenti spostamenti:
– senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca;
– senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
– verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate;
– verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione.

A chi si trova in zona bianca è consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano.

 

Le cerimonie

I ricevimenti non avranno un numero limitato di partecipanti ma bisogna tenere conto della capienza dei locali. I partecipanti però dovranno avere il green pass, come previsto dal dpcm in vigore fino al 31 luglio. Questo anche in zona bianca, come hanno precisato Ministero della Salute e Conferenza della Regioni in una nota congiunta.

«Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020 e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021 anche in zona bianca, in quanto previsto dal decreto del governo. Il comma 2 dell’articolo 9 del DL 65/2021 si limita a stabilire l’anticipazione della possibilità di tali feste in zona gialla al 15 giugno, ma restano ferme le modalità di svolgimento indicate nella stessa norma».

Le indicazioni per le cerimonie e i banchetti, come appunto i matrimoni, prevedono di definire il numero massimo di presenze contemporanee e di mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Tutta una serie di misure indicate nelle linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali ribadiscono il distanziamento e la necessità di riorganizzare gli spazi, anche con percorsi differenti per l’entrata e l’uscita. Viene ribadita l’indicazione di privilegiare l’uso di spazi esterni, di giardini e terrazze, nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.

Bisogna «disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale».

Il buffet è possibile solo se somministrato da personale incaricato, mentre la modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose.

Le certificazioni verdi

Le “certificazioni verdi COVID-19” anche dette “green pass”, attestano la sussistenza di condizioni personali che consentono gli spostamenti sul territorio nazionale. In particolare, le certificazioni sono rilasciate per attestare una delle seguenti condizioni: aver completato la vaccinazione anti-SARS-CoV-2; essere guariti da COVID-19, con cessazione dell’isolamento; aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

La certificazione per vaccinazione o guarigione ha validità di sei mesi dal completamento dei ciclo vaccinale o dalla guarigione stessa, mentre il green pass per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test.

 

Contenuto condiviso nell’ambito del Progetto Covid-19. “Realizzato/acquistato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria co l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2020”

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